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Alberghi cadenti e vecchie fattorie così nacque il maxievento musicale“, un articolo di Claudia Morgoglione su Repubblica parla del nuovo film di Ang Lee, Motel Woodstock, storia ambientata nel più grande happening rock della storia.

 

NEL corso di questo 2009 tutti hanno celebrato, in un modo o nell’altro, il quarantennale di Woodstock: una teoria ininterrotta di eventi, interviste, ripubblicazione in dvd dello storico documentario sul megaconcerto, e via elencando. Ma forse l’omaggio più originale, meno retorico e più sorridente, arriva da un film di finzione (per quanto ispirato alla vera storia del concerto) firmato da Ang Lee, e appena sbarcato nelle nostre sale.

Il titolo della pellicola è Motel Woodstock: presentata in concorso all’ultimo Festival di Cannes, distribuita in Italia dalla Bim, ha come punti di forza un argomento sicuramente intrigante, e un cast interessante in cui spiccano Demetri Martin, Emile Hirsh e Liev Schreiber. Insieme, naturalmente, a una direzione di classe: l’autore, ricordiamolo, negli ultimi anni ha conquistato per ben due volte il Leone d’oro a Venezia. Prima con Brokeback Mountain (vincitore anche di tre Oscar, tra cui quello per la miglior regia); poi con Lussuria.

Stavolta, però, siamo lontani dai paesaggi western e dagli amori proibiti di Brokeback, così come dall’eros un po’ funereo dell’altro film. In questo caso, infatti, l’atmosfera è di leggerezza, al servizio della storia. Che ricostruisce i preparativi del più grande happening rock di sempre, basandosi sul libro di memoria scritto dal protagonista della vicenda, Elliot Tiber. Un giovane arredatore del Greenwich Village (sullo schermo a interpretarlo è Dimitri Martin) i cui genitori (Imelda Staunton e Henry Goodman) gestiscono uno scalcinato motel dell’entroterra, a Bethel.

Le cose cambiano quando il nostro eroe viene a sapere che una località poco distante, Wallkill, ha rifiutato i permessi richiesti dagli organizzatori di un festival musicale. E decide di approfittarne: chiama in manager dell’evento, Michael Lang, offrendogli la disponibilità del motel; e poi lo presenta al suo vicino di casa, prorietario di una fattoria con un vasto appezzamento di terra. Comincia così – malgrado l’ostilità dei residenti nella cittadina – il cammino trionfale del maxiraduno: un percorso in cui Elliott sarà aiutato dai suoi amici, tra cui il reduce dal Vietnam Billy (Emile Hirsh) e il travestito Vilma (Liev Schreiber)…

Il tutto in un mix di risate, ironia e – come ovvio – una colonna sonora degna dell’evento: ci sono tra gli altri i Jefferson Airplane, i Doors, i Grateful Dead. E c’è anche una nuova registrazione di uno dei brani simbolo woodstockiani: Freedom di Richie Havens. […]

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